


























Ogni oggetto corrispondeva a una domanda, ogni domanda aveva un suo oggetto simbolico.
Alle autrici è stato chiesto a turno di sceglierne uno da una sacca di tela
Il primo oggetto estratto è estato un TELEFONO – La domanda di Elisa è per Francesca Torre



Questo telefono che hai tirato fuori dalla scatola spesso dagli adulti è considerata la causa di tutti i pensieri e sentimenti negativi che i ragazzi provano. Penso che molti di noi giovani si ritrovino nella situazione di Tea, che si sente sempre costretta ad essere iper-performante per essere considerata “degna” dell’affetto che riceve, ma anche di Viola, che si chiede “Che senso ha dormire a pancia in su, con le spalle coperte, quando i mostri sotto al letto sono diventati i mostri dentro di te?”. La colpa di questi pensieri viene spesso attribuita appunto ai social, che secondo alcuni adulti danno ai ragazzi una percezione distorta della vita vera: è davvero così? Sono i social che hanno reso questa generazione apparentemente più ingabbiata nei propri pensieri?
Il secondo oggetto estratto è stato una RADICE – La domanda di Cristina è ancora per Francesca Torre



Che ruolo ha il colore verde nel percorso emotivo delle protagoniste, e come cambia il suo significato nel corso della narrazione?
Perché la radice? Il legame tra natura e adolescenza in “L’età verde” può essere rappresentato simbolicamente da una radice. La radice, a differenza del tronco o delle foglie, cresce nascosta, sotto terra: è invisibile, ma fondamentale. Allo stesso modo, nell’adolescenza, le trasformazioni più importanti avvengono all’interno, spesso lontano dagli sguardi esterni. La radice rappresenta anche il legame con la terra, con la natura, un legame che i protagonisti del libro cercano per ritrovare un contatto autentico con sé stessi. È inoltre simbolo di identità complessa, intrecciata, difficile da districare, proprio come le emozioni, i pensieri, le contraddizioni dell’età verde.
In risonanza con L’età verde è il film Into the Wild di Sean Penn. Anche qui troviamo un giovane che sceglie di allontanarsi dalla società per cercare sé stesso nella natura. Il desiderio di fuga è simile: sia nel graphic novel che nel film, i protagonisti percepiscono il mondo degli adulti come troppo artificiale, soffocante, e sentono il bisogno di rompere con esso. Ma la natura non è solo un rifugio: è anche una sfida, un luogo dove confrontarsi con la propria solitudine e libertà. E in entrambi i casi, la vera scoperta non è geografica, ma interiore. I protagonisti non trovano risposte pronte, ma imparano ad ascoltarsi, a comprendere che la crescita più autentica avviene dentro di sé.
Il terzo oggetto estratto è stato una POESIA – La domanda di Sofia è per Francesca Piccozzi




La poesia di Sofia Gatta, originale, scritta da lei, è stata letta da Alberto e la domanda di Sofia è stata:
Perché i giovani non chiedono aiuto quando stanno male, si fanno del male e non parlano apertamente di quello che provano?
Il quarto oggetto estratto è stato una CORDA – La domanda di Ioana è per Francesca Piccozzi



Noemi, la protagonista del secondo capitolo, si confronta con la ricaduta di un disturbo alimentare proprio in un momento di apparente felicità. Come viene mostrato (si mostra?) il legame tra successo e controllo, e cosa ci insegna sull’illusione della guarigione come “fine del dolore”?
Un collegamento: “Tutto chiede salvezza” – Daniele Mencarelli
Il protagonista, come Noemi, attraversa una crisi interiore dietro una facciata “normale”. Entrambe le opere parlano di come il dolore non sparisca, ma cambi forma e vada ascoltato.
La corda indica oscillazione.
Il quinto oggetto estratto è un FIORE con un PETALO COLORATO La domanda di Mia è per Torre



Tea e Viola vivono un percorso di crescita fatto di domande, fragilità e ricerca di identità. In Il cavaliere inesistente, di Italo Calvino, Agilulfo rappresenta invece un’identità rigida, costruita su regole e doveri. Secondo te, quanto è importante oggi per i giovani imparare a convivere con le proprie imperfezioni, anziché inseguire un ideale irraggiungibile come fa Agilulfo?
collegamenti: come il film Lady Bird di Greta Gerwing racconta del conflitto con se stessi e con le aspettative, anche il fiore con un petalo di colore diverso esprime tutta la bellezza dell’imperfezione.
Il sesto oggetto estratto è stato una COPIA DEL PICCOLO PRINCIPE – La domanda di Alberto è per Francesca Piccozzi



Nel libro si parla di una solitudine profonda, che i personaggi vivono nel loro percorso. Spesso stare da soli con se stessi è difficile, ma tu la descrivi come qualcosa di importante. Secondo te, qual è il legame tra questa solitudine e la crescita personale? Pensi che imparare a stare bene da soli, possa diventare una vera forza e non una debolezza?
Questa riflessione ci porta a una frase molto nota di Antoine de Saint-Exupéry: L’essenziale è invisibile agli occhi. Collegamenti: Sound of Silence di Simon & Garfunkel
In ultimo è Victoria a consegnare a Francesca Piccozzi e Francesca Torre uno SPECCHIO



In che modo pensate che la letteratura possa svolgere un ruolo importante nella rappresentazione e nella comprensione dei disturbi mentali, permettendo ai lettori di accedere a esperienze e prospettive diverse e di sviluppare una maggiore empatia e consapevolezza? Pensate che la letteratura possa influenzare la percezione pubblica dei disturbi mentali, contribuendo a ridurre lo stigma e a promuovere una maggiore comprensione e accettazione?
Lo specchio, simbolo di riflessione e introspezione, rappresenta la capacità della letteratura di riflettere le esperienze e le prospettive delle persone che vivono con disturbi mentali, offrendo ai lettori una possibilità di riflettere e comprendere meglio queste esperienze. Attraverso la letteratura, possiamo vedere noi stessi e gli altri in modo diverso, promuovendo una maggiore comprensione e accettazione. In questo senso, la letteratura può aiutare a rompere gli stereotipi e le stigmatizzazioni associate ai disturbi mentali, offrendo una rappresentazione più realistica e rispettosa delle persone che li vivono, e contribuendo a creare una società più empatica e inclusiva.
Ultimissima domanda di Elisa… per Francesca Torre!
Mi ha colpito molto l’ossessione quasi maniacale che prova Cael per i suoi risultati scolastici, per questo nella scatola hai/avresti pescato una verifica con un 7. Cael nel libro di Francesca è un ragazzino molto performante a livello scolastico, che prova ansia molto forte nel ricevere un sette all’interrogazione. Questa preoccupazione eccessiva nasconde in realtà una paura per la sicurezza dei propri genitori, che non hanno mai confidato a Cael il vero motivo per cui si sono trasferiti in Italia dall’Irlanda. L’ansia legata ai voti scolastici ha sempre un secondo motivo dietro come nel caso di Cael? Oppure l’attaccamento all’iperperformance è legato a una concatenazione di pensieri che dice “se non prendi X voto non sei degno/a di affetto”? E ancora, come mai questa tipologia di ansia viene riscontrata soprattutto nelle ragazze? Potrebbe avere a che fare con il fatto che il genere femminile si sente in “dovere” di faticare il doppio per essere riconosciuta come “brava”, mentre un ragazzo verrebbe riconosciuto tale senza troppo sforzo?









Grazie a FRANCESCA TORRE e FRANCESCA PICCOZZI e grazie a MARE DI LIBRI per averci dato la possibilità di vivere questa esperienza speciale e di stare due giorni interi nel suo bellissimo mare di eventi e libri!

TUTTE LE ALTRE DOMANDE…
Stella: Come mai ha deciso di rappresentare la malattia di Viola con delle ali verdi? Hanno un particolare significato?
Ioana : Il fumetto mostra che anche chi apparentemente “sta bene” può vivere un dolore invisibile. In che modo il linguaggio del corpo (attacchi di panico, disturbi alimentari, autolesionismo) e diventa una forma di comunicazione alternativa?
Collegamento: “Il corpo non dimentica” – V. Van der Kolk Come nel graphic novel, il libro mostra che il corpo trattiene traumi, emozioni e dolori mai elaborati. II corpo parla, anche quando la mente tace.
Alberto: Nel libro l’adolescenza è raccontata in modo autentico, soprattutto nei momenti difficili. Secondo te, oggi essere adolescenti è diventato più complicato rispetto al passato? E se sì, cosa pensi che lo renda così?
Collegamento, un quadro: L’urlo di Edward Munch
Mia: Ti è mai capitato, nella tua pratica clinica, di sentire il peso emotivo nell’entrare in contatto con la sofferenza emotiva dei tuoi pazienti? Come riesci a restare presente e coinvolta, senza però farti travolgere da ciò che ascolti ogni giorno?
collegamenti: Good will hunting
Il rapporto tra lo psicologo Sean Maguire e Will è un esempio di come un terapeuta possa restare umano e partecipe, pur tenendo saldo il proprio ruolo.
Victoria: In che modo credi che la costruzione di relazioni significative e supportive possa influenzare positivamente la salute mentale di una persona, e pensi che le persone possano lavorare per creare e mantenere queste connessioni in modo sano e autentico?
Cristina: Nel suo graphic novel la linea tra realtà e percezione è volutamente sfumata. Come ha lavorato per far vivere al lettore questa ambiguità permettendogli comunque di entrare in forte empatia con i personaggi senza estraniarsi dal graphic novel? A me ha dato l’idea di una porta socchiusa. La porta socchiusa rappresenta la transizione: tra il visibile e l’invisibile, tra la realtà concreta e quella interiore, tra ciò che si conosce e ciò che resta da scoprire. È anche simbolo di ambiguità: non è né aperta né chiusa, proprio come lo stato emotivo della protagonista, che si muove in una zona incerta, fatta di domande irrisolte e percezioni alterate.
Elisa: Avete/avreste tirato fuori dalla scatola una catena: per questa domanda vorrei collegarmi ad una frase di Viola ne “L’età verde” che recita “ L’amore degli altri mi sembra una gabbia”. L’animo di Viola sembra cercare disperatamente l’amore degli altri; ma esteriormente la ragazza rigetta l’amore che le viene offerto. A cosa è dovuta questa duplicità di sentimenti che la porta a desiderare l’affetto ma anche ad averne quasi paura? Potrebbe essere che alla fine l’unica cosa che ci smuove da questo stallo non è il ricevere amore ma donarlo?
Cristina: È possibile riconoscere “Perché sei qui” come un libro in cui si cerca un senso alla propria identità tramite il confronto con gli altri? Per citare Mareacash, un cantate in voga tra i giovani, egli nella sua canzone “Dubbi” dice “che paradosso no che io per essere me stesso sia costretto ad andare dove non mi riconosco”, si trova in accordo con questa affermazione?
Victoria: Oggetto simbolico sarebbe stato: Una luce. La luce rappresenta la speranza e la guarigione. Come pensi che la terapia possa aiutare le persone a superare le difficoltà emotive e a trovare un nuovo senso di speranza e di scopo nella vita, specialmente quando si sentono sopraffatte dall’ansia o dalla depressione?
Collegamento: Il film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (2004) di Michel Gondry, che parla della complessità delle relazioni e della memoria umana
Alberto: Il tema del “perdersi” è centrale nel libro, esso viene quasi descritto come un passaggio fondamentale per “ritrovarsi” ti trovi d’accordo con questa interpretazione?
L’oggetto sarebbe stato: una bussola; film: Inside out
Ioana: Nel percorso di Cael, l’ansia si manifesta come un allarme che suona senza preavviso. Cosa ci dice questa rappresentazione sul modo in cui viviamo il disagio emotivo nella società contemporanea?
Collegamento: “Breathe Me”- Sia -> Il brano mette a nudo una fragilità profonda e silenziosa, che esplode solo quando ormai è troppo tardi. Come nel fumetto, anche qui si chiede disperatamente: “Aiutami.”
Alberto: All’interno della storia, il rapporto tra Tea e Viola viene descritto come intenso e incostante, pieno di affetto ma anche di incomprensioni. Cosa volevi trasmettere con questa amicizia così complicata?
oggetto: elastico canzone: Changes, tupac
Ioana: Nel fumetto, la terapia non viene rappresentata come una soluzione magica, ma come uno spazio in cui si impara a convivere con se stessi e con le proprie fragilità. Qual è, secondo te, il messaggio più profondo che il romanzo vuole trasmettere sull’idea di salute mentale?
Collegamento: “Inside Out” ⁃ Pixar
⁃ Entrambe le opere ci insegnano che la salute mentale non è “essere sempre felici”, ma dare un posto anche alla tristezza, alla rabbia, al dubbio. È integrazione, non cancellazione.












































































































